Giovedì 5 maggio ore 18:00

Le polifonie a quattro voci di tradizione orale costituiscono delle pratiche musicali complesse e sofisticate, riservate ad esecutori specializzati i quali hanno piena consapevolezza degli aspetti tecnico-formali, delle diverse specificità locali e così via.

L’indagine scientifica su tali pratiche ricava quindi basilari indicazioni da una sistematica collaborazione fra studiosi ed esecutori. L’evento del 5 maggio vuole offrire un saggio di questo tipo di collaborazioni.

Di esso saranno protagonisti i quartetti Cuncordu Sas Enas di Bortigali, Coro de Bosa, Cuncordu de sos sette dolores di Santu Lussurgiu i quali eseguiranno i brani più significativi, sacri e profani dei rispettivi repertori. In parallelo saranno presentati tre lavori editoriali frutto di diverse attività “in collaborazione” svolte nei tre paesi (si tratta di: Ignazio Macchiarella, Sebastiano Pilosu, Associazione Sas Enas, a cura di, Bortigali, un paese e le sue pratiche musicali, Nota Udine, 2015; Roberto Milleddu, Luigi Oliva, Salvatorangelo Pisanu, Le musiche di Bosa. Fare musica in Sardegna fra storia e attualità, Nota, Udine 2015; Su Cuncordu ‘e Sette Dolores, Voci della Tradizione: Canti liturgici e profani di tradizione orale, CD, Santu Lussurgiu 2015).

 

L’evento sarà anche l’occasione per la presentazione al pubblico del Labimus (Laboratorio Interdisciplinare sulla Musica) costituito presso il Dipartimento di Storia Beni Culturali e Territorio dell’Università di Cagliari, che da più di un anno opera proprio con l’intento di favorire forme di ricerca dialogica fra studiosi e protagonisti delle pratiche musicali, al di là di ogni distinzione di genere e tipologia musicale (http://sites.unica.it/labimus/) .

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